Un’operazione lampo, una manciata di minuti e una plusvalenza. L’avventura di Tiago Djalò alla Juventus è un paradosso di mercato. Cristiano Giuntoli lo strappò all’Inter, che aveva già un accordo per l’estate, investendo 3,5 milioni di euro per anticiparne l’arrivo dal Lille. Un affare solo sulla carta. Sei mesi dopo, il difensore è stato ceduto al Besiktas per la stessa cifra, più un milione di bonus.
Da Allegri a Motta, mai preso in considerazione
Il campo ha raccontato una storia diversa. Djalò, reduce da un infortunio al legamento crociato, non è mai entrato nelle rotazioni della squadra. Per lui solo una fugace apparizione da 16 minuti con Massimiliano Allegri. Un fantasma in rosa. Con l’arrivo di Thiago Motta la situazione non è cambiata, confermando una bocciatura tecnica che ha portato alla sua rapida cessione. L’investimento sportivo non ha dato frutti, lasciando aperto il dubbio se la sua traiettoria sia stata frenata dalla sfortuna o da limiti tecnici.
L’avventura in Turchia e le nuove difficoltà
Il trasferimento in Turchia sembrava poter rilanciare la sua carriera. L’inizio al Besiktas è stato incoraggiante, ma le difficoltà sono tornate presto. Il difensore portoghese è finito ai margini anche a Istanbul. Nelle ultime sette partite di campionato ha giocato una sola volta, finendo relegato in panchina. Un segnale che la sua ricerca di continuità è ancora lontana dal concludersi.

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