Luciano Spalletti ha ridisegnato l’identità della Juventus. Un’evoluzione che non è passata inosservata, come analizzato dal giornalista Fabrizio Biasin, secondo cui il tecnico ha saputo aggiornarsi a differenza di altri colleghi più “maturi”. Questa capacità di rinnovamento ha restituito alla squadra una fisionomia chiara, che mancava da tempo. Un lavoro che, secondo l’analisi, doveva inevitabilmente passare da un mercato condiviso con l’allenatore.
Meglio Lucianone dell’algoritmo
La Juventus sembra aver seguito questa linea. La rosa per la stagione 2025/26 appare costruita attorno alle idee del suo tecnico, mettendo da parte le logiche dell’algoritmo per affidarsi alla sua visione. Spalletti ha dimostrato di comprendere dove sta andando il calcio, discostandosi da concezioni ormai superate. La dirigenza, con il presidente Gianluca Ferrero, ha quindi assecondato le sue richieste, costruendo una squadra che porta la sua firma. L’idea di fondo è chiara: per competere ad alti livelli, la strategia deve essere dettata dall’uomo al comando del progetto tecnico. La parola ora passa al campo.




