Un fallimento per ripartire. Stefano Tacconi non usa giri di parole per descrivere il momento della Juventus e, in una intervista analizza la situazione con giudizi netti. L’ex portiere bianconero auspica una vera e propria rivoluzione interna, che potrebbe passare anche da un’esclusione dalla prossima Champions League. Una terapia d’urto.
L’attacco a Di Gregorio
Nel mirino finisce Michele Di Gregorio. Tacconi lo descrive come un giocatore in difficoltà, quasi paralizzato dalla pressione. “Mi sembra in uno stato di coma”, afferma l’ex numero uno, aggiungendo che “prendere gol a ogni tiro per un portiere è fonte di pensieri”. La colpa, però, non è solo sua. L’assenza di un leader difensivo come Bremer, spesso fermato da infortuni, ha pesato sulle sue prestazioni. Per Tacconi, la soluzione non è la panchina immediata, ma un’iniezione di fiducia da parte del tecnico: “Se Spalletti non vuole rovinarlo del tutto, deve dargli un’altra possibilità. Prima o poi farà qualcosa di buono”.
Champions come occasione di pulizia
Le parole più forti riguardano il futuro europeo. Tacconi arriva a una conclusione provocatoria sulla corsa al quarto posto, che definisce “molto in salita”. “Se la Juve non dovesse qualificarsi in Champions sarei anche contento”, dichiara senza mezzi termini. La sua non è una critica fine a se stessa, ma una visione drastica per il futuro del club. Un’uscita dall’Europa che conta costringerebbe la società a una pulizia radicale della rosa: “Sarei contento di non vedere più alcune delle facce che vedo in campo. Con un fallimento totale alcune facce non le vedresti più”. Un reset necessario, secondo la sua analisi.
Spalletti, l’unico top player
In questo scenario, una sola figura si salva. Per Tacconi, l’uomo da cui ripartire è l’allenatore. “Luciano è il top player di questa squadra”, afferma, promuovendo il lavoro del tecnico toscano. Il suo futuro, però, è legato ai risultati e alla capacità di chiudere la stagione in modo onorevole. “Diamogli tempo di assestare un po’ questi ragazzi. E di finire il campionato in modo degno, che oggi non è mica così”, conclude Tacconi.




