La Juventus commette “quattro o cinque errori clamorosi” in ogni partita. L’analisi di Lele Adani è un atto d’accusa che va oltre la panchina di Luciano Spalletti e mette in discussione la rosa. Una squadra fragile. Secondo l’opinionista, il problema non è il tecnico, ma la qualità dei giocatori e la mancanza di una visione a lungo termine da parte della società.
“Questi sono giocatori da Juve?”
Il dubbio sollevato da Adani è netto. “Ma questi sono giocatori da Juve?”. La domanda arriva dopo l’ennesima prestazione segnata da svarioni che condizionano i risultati. L’ex difensore non usa mezzi termini, arrivando a chiedersi se alcuni elementi siano all’altezza della Serie A per quanto mostrato in campo. Un giudizio che sposta il focus. Dalle scelte di Spalletti si passa alla costruzione della squadra, un tema già emerso nella passata stagione con l’esonero di Thiago Motta, che a questo punto del campionato aveva tre punti in più. Il messaggio è chiaro: il problema non si risolve cambiando allenatore se la qualità di base non viene aumentata.
Spalletti e la richiesta di continuità
Serve dare valore al lavoro. Adani invoca la necessità di continuità per Luciano Spalletti, criticando la tendenza a cambiare guida tecnica ai primi ostacoli. “Facciamo dei contratti a giorni agli allenatori?”, chiede provocatoriamente. La confusione, secondo l’opinionista, si riflette anche in campo con una squadra che appare “piccola”. L’esempio di Teun Koopmeiners, schierato prima punta a Istanbul e poi difensore centrale di sinistra, è la prova di un’identità smarrita. Una cosa che alla Juve “non deve accadere”. La chiusura è un monito per la dirigenza. “Bisogna dare un po’ di continuità, sennò noi buttiamo via tutto e continuiamo a fare i campus estivi”.




