L’attacco della Juventus si è inceppato. La sconfitta contro il Como ha confermato un problema che va oltre il singolo risultato: il reparto offensivo non trova più la via del gol. Luciano Spalletti ha provato a dare una scossa schierando Loïs Openda, ma la mossa non ha pagato. I numeri descrivono una crisi che coinvolge tutti i terminali offensivi della squadra bianconera, con un digiuno che inizia a pesare sulla stagione.
A segno solo difesa e centrocampo
A tenere a galla la squadra, paradossalmente, non sono i suoi bomber. Le reti più recenti portano infatti la firma di altri reparti. Teun Koopmeiners ha realizzato una doppietta contro il Galatasaray, mentre nel derby d’Italia con l’Inter sono stati Andrea Cambiaso e Manuel Locatelli a trovare la via della rete. Anche contro la Lazio i gol sono arrivati da Weston McKennie e Pierre Kalulu. Un dato che evidenzia come la manovra offensiva produca occasioni, ma che queste non vengano concretizzate dagli specialisti del ruolo. L’assenza di un giocatore come Dusan Vlahovic, che in questa fase avrebbe garantito maggiore presenza in area, si fa sentire.
I bomber sono a secco
Le statistiche dei singoli attaccanti sono allarmanti. Loïs Openda, provato contro il Como, è fermo a due sole reti stagionali e non segna dal 20 dicembre nella gara contro la Roma. Un digiuno condiviso con Francisco Conceição, anche lui a secco dalla stessa partita e fermo a tre gol totali. Non va meglio a Jonathan David, la cui ultima marcatura risale al 1° febbraio contro il Parma, in una partita peraltro già decisa. Persino il capocannoniere della squadra, Kenan Yildiz, con nove centri all’attivo, non festeggia un gol da quasi un mese. Trovare una soluzione per sbloccare il potenziale offensivo diventa ora il compito primario per Spalletti.




