Alessandro Bastoni confessa la simulazione. Il difensore nerazzurro ha ammesso di aver accentuato la caduta dopo un contatto con Pierre Kalulu durante il match di San Siro contro la Juventus. Una mossa per trarne un vantaggio. “Nel momento in cui ho sentito il contatto, ho accentuato,” ha dichiarato ai microfoni di Sky Sport prima della Champions League. Il difensore ha preso la responsabilità del gesto ma criticando il “finto perbenismo” emerso nelle ore successive.
La risposta a Spalletti e le polemiche
Il clima resta teso. A distanza, è arrivata anche la replica di Cristian Chivu alle parole dell’allenatore della Juventus, Luciano Spalletti. Nessuna risposta diretta. “Io non rispondo agli altri, dico la mia,” ha affermato il tecnico, attribuendo le critiche a una “frustrazione” che altri non sarebbero in grado di gestire. Il calcio è questo. Chivu ha poi allargato il discorso, ricordando come gli episodi, a favore o contro, facciano parte del gioco da sempre e invitando a smetterla “di fare i moralisti”.
Dalla foga agonistica all’odio social
Bastoni ha parlato di foga agonistica. Il difensore si è detto dispiaciuto per la sua reazione successiva, definendola “brutta da vedere ma molto umana” e nata dalla tensione della partita. Un singolo episodio non lo definisce. Il giocatore ha poi denunciato l’ondata di odio ricevuta sui social network, un fenomeno che ha colpito non solo lui ma anche la sua famiglia. “Auguri di morte e malattia sono arrivati a mia moglie e mia figlia,” ha rivelato, estendendo la sua solidarietà anche all’arbitro, vittima dello stesso trattamento.




