La Juventus crolla in casa sotto i colpi del Como. La squadra di Cesc Fabregas vince con merito allo Stadium, mettendo a nudo i limiti di una formazione, quella di Luciano Spalletti, in evidente difficoltà psicologica e di gioco. Per i bianconeri è la quarta sconfitta in meno di due settimane, un crollo che allontana la zona Champions e scatena i fischi del pubblico. Mercoledì arriva il Galatasaray.
Il capolavoro tattico di Fabregas
Il Como ha mostrato una chiara identità. La squadra di Fabregas ha giocato con personalità, gestendo il possesso palla con qualità e colpendo al momento giusto. Il vantaggio arriva su un errore della difesa bianconera, con Vojvoda che non perdona. Il raddoppio è un’azione corale costruita in quattro tocchi, una ripartenza letale nata da un calcio d’angolo a favore della Juventus che ha visto protagonisti Sergi Roberto, Perrone, Da Cunha e Caqueret. Anche senza Nico Paz, i lariani hanno dimostrato una maturità tattica superiore, seguendo alla lettera un piano gara basato su pensiero rapido e mentalità propositiva.
Juventus in tilt, Spalletti non trova la cura
La reazione della Juventus non è mai arrivata. Spalletti ha provato a cambiare, passando alla difesa a tre e tentando la marcatura a uomo nell’intervallo per frenare il palleggio del Como. Niente da fare. La squadra è apparsa senza elettricità e senza idee, incapace di costruire gioco e preda della sfiducia dopo il primo gol subito. Il secondo gol ha chiuso la partita. Nel finale, il tecnico ha inserito contemporaneamente Yildiz, Conceiçao, David e Boga, ma l’unico risultato è stato un assalto confuso e senza equilibrio. L’unico squillo bianconero è un palo colpito da Koopmeiners su punizione, troppo poco per placare la delusione dello Stadium.




