Diciannove gol subiti tra il primo febbraio e il primo marzo. Un dato che fotografa il momento della difesa della Juventus, passata in poche settimane da punto di forza a reparto in affanno. Il pareggio ottenuto a Roma ha mosso la classifica nella corsa al quarto posto, ma le tre reti incassate all’Olimpico hanno confermato una tendenza negativa che preoccupa Luciano Spalletti. La solidità difensiva ammirata a gennaio sembra un lontano ricordo.
Un rendimento in calo dopo un inizio anno solido
Il confronto con il mese precedente è netto. A gennaio, la retroguardia bianconera aveva concesso una sola rete in campionato, quella di Mazzitelli del Cagliari, mantenendo la porta inviolata contro Sassuolo, Cremonese, Napoli, Benfica e Monaco. Un rendimento che aveva dato certezze a tutta la squadra. A febbraio, invece, la Juventus non è mai riuscita a chiudere una partita senza subire gol. Il parziale è pesante: una rete dal Parma, tre dall’Atalanta in Coppa Italia, due dalla Lazio, tre dall’Inter, due dal Como e sette dal Galatasaray nel doppio confronto di Champions League, a cui si aggiungono le tre contro la Roma.
Le difficoltà dei singoli
Il calo non riguarda solo l’organizzazione tattica, ma anche le prestazioni individuali. Giocatori come Gleison Bremer e Lloyd Kelly, considerati pilastri del reparto, hanno mostrato qualche crepa. L’insicurezza si è diffusa in tutto il pacchetto arretrato, come dimostra anche l’autorete di Cambiaso contro il Parma a gennaio, un episodio allora isolato ma che, a posteriori, può essere letto come un primo segnale. Spalletti ha ora il compito di registrare un reparto che concede gol con troppa facilità, spesso alla prima occasione creata dagli avversari.




