Una gara fatta di fiammate, dove i singoli episodi potrebbero fare la differenza. Angelo Di Livio, doppio ex della partita, inquadra così la sfida tra Roma e Juventus. L’ex centrocampista ha analizzato i punti di forza e le debolezze dei bianconeri, indicando in Gleison Bremer l’uomo della provvidenza e nei giovani talenti la scintilla per accendere la partita.
Bremer per fermare Malen: “Il migliore d’Europa”
Il pericolo numero uno per la difesa della Juventus ha un nome: Donyell Malen. “L’olandese è fortissimo, mi piace come indirizza la giocata verso la porta”, ha ammesso Di Livio, identificando l’attaccante come l’osservato speciale. La contromisura, però, è in casa bianconera. Il rientro di Gleison Bremer è l’arma su cui puntare per arginare la minaccia. Le parole di Di Livio per il brasiliano sono un’investitura totale: “Per me è il miglior difensore d’Europa, non solo d’Italia”. Un baluardo necessario per una squadra che, secondo l’ex giocatore, “paga errori individuali” pur mostrando un buon gioco.
L’assenza di Locatelli e la fantasia di Yildiz e Conceição
Se la difesa si affida a Bremer, il centrocampo dovrà fare a meno di Manuel Locatelli. Un’assenza pesante, il cui valore è spesso sottovalutato. Di Livio lo paragona a Bryan Cristante della Roma: “Sempre discusso ma sempre titolare. Chi li critica non capisce l’importanza del loro lavoro”. A sopperire alla sua mancanza di equilibrio dovranno pensarci i giocatori di maggior talento. La Juventus ha due frecce nel suo arco. “Ha due giocatori superiori come Kenan Yildiz e Conceiçao”, ha spiegato Di Livio, sottolineando come i due possano “creare strappi e accelerazioni decisive” per sbloccare l’incontro.
La spinta della rabbia europea
La Juventus arriva alla sfida dopo la delusione europea contro il Galatasaray. Una sconfitta che, però, potrebbe avere risvolti positivi. Secondo Di Livio, quel passo falso non ha lasciato scorie depressive nel gruppo, ma ha generato una reazione opposta. “Ho visto la rabbia negli occhi dei giocatori”, ha raccontato. Quella partita non ha tolto certezze, anzi. “Non sono depressi, quella partita ha dato consapevolezza”. Un’energia che i bianconeri dovranno trasformare in campo contro una Roma definita “organizzata” e con una chiara “identità”.




