Attraverso uno scambio di messaggi con il giornalista Ivan Zazzaroni, riportato dal Corriere dello Sport, l’ex Football Director della Juventus Cristiano Giuntoli è tornato a parlare del suo unico anno di lavoro a Torino. Non un’intervista ufficiale, ma uno sfogo in cui il dirigente ha voluto mettere in chiaro alcuni aspetti del suo operato, difendendo le sue scelte e sottolineando i risultati ottenuti in un periodo di tempo limitato.
La difesa dell’operato e il fattore tempo
Il punto centrale del pensiero di Giuntoli è la mancanza di tempo per poter incidere a fondo. “Non ho avuto il tempo di lavorare. Soltanto un anno”, avrebbe scritto il dirigente, lamentando come una singola stagione non sia sufficiente per sviluppare un progetto tecnico ed economico complesso. Giuntoli ha anche menzionato episodi sfortunati, come l’infortunio occorso a Bremer, che hanno complicato i piani. Nelle sue parole emerge la frustrazione per non aver potuto esprimere appieno il proprio potenziale, rivendicando al contempo la bontà delle sue intuizioni di mercato, citando giocatori come Huijsen, Kolo Muani e Nico Gonzalez come esempi di profili validi da lui seguiti.
Conti in ordine e rosa svecchiata
Se sul piano sportivo il tempo è stato un nemico, su quello gestionale Giuntoli ha rivendicato con forza i risultati raggiunti. Il dirigente ha sottolineato il drastico miglioramento dei conti del club sotto la sua gestione, con un passivo ridotto da 300 a 58 milioni di euro. Un altro dato significativo riguarda il ringiovanimento della rosa, con l’età media della squadra che è passata da 30 a 25 anni. Questi due elementi, secondo Giuntoli, rappresentano le fondamenta solide che ha lasciato al club, un lavoro di risanamento e programmazione di cui va fiero e che, a suo dire, meriterebbe maggiore riconoscimento.




