Un vero e proprio tesoro, definito ‘il Santo Graal della Juventus’ da chi lo ha riportato alla luce, aggiunge un tassello fondamentale alla narrazione delle origini del club. Si tratta della fotografia più antica mai scoperta della squadra bianconera, un’immagine che dopo oltre 120 anni restituisce un volto e un’anima ai pionieri che diedero vita a una leggenda sportiva.
Un ritrovamento casuale dal valore inestimabile
La scoperta, raccontata dal quotidiano La Stampa, è frutto di una ricerca condotta da tre appassionati studiosi: Vincenzo Olivero, Giovanni Arbuffi e Gabriele Ferrero. La loro perseveranza li ha portati in una cantina, dove, all’interno di una vecchia scatola dimenticata tra bottiglie e mobili antichi, hanno rinvenuto circa 1800 lastre fotografiche. Tra queste, quasi per miracolo, è emersa quella che testimonia la primissima ora della Juventus. Un ritrovamento che non solo ha un valore storico incalcolabile, ma che porta con sé il fascino delle scoperte casuali, quelle che sembrano scritte nel destino.
I volti dei pionieri bianconeri
L’immagine, che ha più di 120 anni, ritrae alcuni dei padri fondatori del club, tra cui i fratelli Canfaro, insieme a un gruppo di studenti del liceo D’Azeglio, culla da cui nacque l’idea della Juventus. Tra le figure riconoscibili spicca anche quella di Ferdinando Tamagnone, il primo portiere nella storia della Juventus, a cui, peraltro, apparteneva la lastra fotografica originale. Questo scatto non è solo un pezzo da museo, ma un ponte emotivo che collega il presente a quel gruppo di giovani visionari, permettendo ai tifosi di oggi di guardare negli occhi chi ha dato il via a tutto.




