Gleison Bremer è di nuovo al centro della difesa. Il suo rientro a metà dicembre, dopo il secondo infortunio al ginocchio sinistro, ha restituito solidità al reparto arretrato della Juventus. Con lui in campo la squadra mostra più aggressività e sicurezza. I numeri lo confermano: dodici presenze da titolare su dodici partite disputate dal suo ritorno.
Una difesa da testare
La leadership del brasiliano è un punto fermo per Luciano Spalletti. Accanto a lui, Pierre Kalulu si è distinto per la sua presenza costante, con 34 apparizioni in stagione tra campionato e coppe. La sorpresa è Lloyd Kelly, che ha guadagnato fiducia e continuità, diventando un riferimento. Tuttavia, la difesa ha mostrato segnali di cedimento. I tre gol subiti contro l’Atalanta in Coppa Italia e le due reti incassate contro la Lazio rappresentano un campanello d’allarme. La sfida contro l’Inter, che vanta il miglior attacco della Serie A per tiri e expected goals, sarà un esame decisivo. Il risultato di San Siro chiarirà se le difficoltà recenti sono state episodi isolati o l’inizio di un problema più strutturato.
Le alternative e la carta Holm
Spalletti attende il recupero della forma migliore di Andrea Cambiaso. Per completare il reparto, il tecnico valuta anche le opzioni Teun Koopmeiners e Juan Cabal. Nel frattempo, dal mercato di gennaio è arrivato Emil Holm in prestito dal Bologna. Lo svedese punta a convincere la società a riscattarlo. Porta in dote spinta, intensità e duttilità, qualità che potrebbero rivelarsi preziose contro l’Inter. Una vittoria a Milano permetterebbe alla Juventus di accorciare la classifica e rilanciare le proprie ambizioni per un posto in Champions League. San Siro darà un verdetto pesante.




