Gigi Buffon difende la Juventus. L’ex capitano bianconero, attuale capodelegazione della nazionale, ha analizzato il percorso della squadra in un’intervista per il podcast “Tripletta” de “La Gazzetta dello Sport”. Per Buffon la squadra è stata penalizzata da episodi sfortunati. Ha però mostrato segnali chiari del lavoro del tecnico Luciano Spalletti.
“Una squadra con un’identità precisa”
Buffon contesta una visione pessimistica sul momento juventino. L’ex portiere ha raccontato di un messaggio ricevuto che definiva la prestazione contro il Como da “tenerezza”. La sua risposta è stata netta. Ha ricordato la partita giocata in inferiorità numerica a San Siro, persa solo al 92°. “Con Spalletti ho visto una squadra con un’identità ben precisa”, ha affermato Buffon, “era da tanti anni che non la vedevo con quella ferocia nell’attaccare, nel proporre gioco”. A suo avviso, la Juve è stata “un po’ sfigata”, citando il pareggio con il Lecce e la sconfitta di Cagliari come esempi di risultati non veritieri. La capacità di reazione mostrata è, per Buffon, un segnale di forza, nonostante il calo di energie psicofisiche emerso poi con il Como.
Il futuro dell’allenatore e il consiglio a Di Gregorio
Riguardo a una conferma di Spalletti, Buffon non si sbilancia. “Io farei quello che avrei in mente io”, ha dichiarato con una risata, precisando che la decisione spetta alla dirigenza, che conosce la situazione dall’interno. Un pensiero è stato rivolto anche a Michele Di Gregorio, definito una “piacevole sorpresa” l’anno scorso. Buffon ha parlato del suo attuale momento di difficoltà come una fase che può capitare. Per l’ex capitano, la soluzione è fare quadrato attorno al portiere. Ha poi concluso con un suggerimento: “Non vuol dire che se uno si prende un turno di riposo è bocciato per sempre: a volte può servire per trovare un tipo di lucidità, di distanza da certe situazioni”.




