Aurelien Chedjou avverte il Galatasaray. Nonostante il 5-2 dell’andata, la qualificazione non è una formalità. L’ex difensore, in una intervista su TuttoJuve, analizza la partita di ritorno dei playoff e svela un passato da tifoso bianconero.
“Vendetta contro loro stessi”
La Juventus cercherà una reazione. Non contro gli avversari, ma contro sé stessa. Secondo Chedjou, la squadra scenderà in campo per cancellare la prestazione di Istanbul. “Sono convinto che scenderanno in campo per segnare al più presto e riaprire i giochi”. Il 5-2 dell’andata è figlio più dei meriti del Galatasaray, grazie a intensità e pressing alto, che dei demeriti bianconeri. L’ex difensore si aspetta una Juve con più concentrazione. Prevede un gol nei primi venti minuti, ma avverte: “Dovranno fare un qualcosa di ancora più speciale per riuscire a passare il turno. La storia e il blasone non scendono in campo”.
Il futuro di Yildiz
L’analisi di Chedjou si sposta poi sui singoli. Kenan Yildiz è il suo preferito. “Ha un modo di giocare davvero molto dolce per gli occhi di chi lo guarda. Mi piace molto”. Lo definisce il giocatore più vivo nella manovra bianconera, anche se con una richiesta precisa: “Dovremmo chiedergli di più. Può essere ancora più efficace a livello di gol e assist”. Una battuta anche su Baris Alper Yilmaz, accostato ai bianconeri: “Sta giocando davvero una buona stagione”, ma avverte che la maglia della Juve “è pesante e sempre carica di aspettative e pressioni”. Non manca una critica alla scelta di Spalletti di schierare McKennie punta centrale all’andata: “Non riuscivo a capire perché. Ci sono attaccanti bravi come Openda”.
La sfida nel 2013
L’intervista rivela anche un lato inedito di Chedjou. Un legame con la Juventus che parte da lontano. “Sono cresciuto tifando Juventus, ho ammirato e adorato la squadra con Pessotto, Zidane, Deschamps, Del Piero, Trezeguet”. Affrontare i bianconeri nel 2013 fu la realizzazione di un desiderio. “Il fatto di affrontarli fu molto speciale per me, si realizzò uno dei miei sogni”.




