Una vittoria dal sapore duplice per la Juventus. Al termine della gara vinta contro il Genoa, Francisco Conceição analizza una prestazione a due facce, senza nascondere un pizzico di rammarico per non aver chiuso la partita in anticipo. L’esterno portoghese, intervistato da Sky Sport, ha offerto una lettura lucida della prestazione della squadra guidata da Luciano Spalletti.
Un calo fisico, non mentale
La Juventus ha dominato il primo tempo. Un dominio che, secondo Conceição, non si è riflesso pienamente nel punteggio. “Abbiamo fatto un grande primo tempo, penso che il risultato è un po’ corto per quello che abbiamo fatto“, ha spiegato l’attaccante. La squadra ha avuto anche le occasioni per sigillare la vittoria a inizio ripresa, mancando il colpo del 3-0. Da quel momento, la partita è cambiata. Conceição ha individuato la causa in un calo di energie. “Abbiamo sbagliato qualche passaggio, penso anche con la nazionale, tutti i viaggi, tanti giocatori che sono stati fuori, ci sta un po’ più di stanchezza“. Nessuna scusa, ma una constatazione. L’idea di aver pensato di aver già vinto è stata respinta: l’obiettivo, discusso anche nell’intervallo, era segnare il terzo gol per mettere al sicuro il risultato.
Il lavoro per la squadra e l’elogio a Di Gregorio
Interrogato sulla sua efficacia in zona gol, Conceição ha risposto con i fatti. “Nelle ultime partite, ho fatto un assist per partita, ho fatto anche gol, potevo fare ancora più gol“. Al di là delle statistiche personali, ha messo in primo piano il suo contributo alla squadra, sia in fase offensiva che difensiva. Un lavoro collettivo che ha attraversato un momento di difficoltà durante la gara, superato grazie a un intervento del portiere. L’abbraccio della squadra a Michele Di Gregorio ne è la prova. “Sapevamo che in quel momento lì eravamo un po’ in difficoltà, penso che era il momento in cui avevamo bisogno di Michele, e lui ha fatto il suo lavoro con grande qualità. Ringraziamo lui perché ha aiutato la squadra“. Una vittoria che vale come il primo di “otto finali”, come definito dal giocatore stesso.




