La Juventus ha bisogno di stabilità. A dirlo è Daniel Fonseca, che in una intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport ha analizzato il momento della squadra bianconera in vista della partita contro la Roma. L’ex attaccante uruguaiano si è soffermato su diversi temi, dal talento di Kenan Yildiz alla guida tecnica di Luciano Spalletti.
“Yildiz non si discute”
Le parole più nette Fonseca le riserva per Kenan Yildiz. “Yildiz non si discute”, afferma senza mezzi termini. Il paragone è di quelli che pesano. “L’ho detto e lo ripeto: a me ricorda un po’ Francescoli”. Un accostamento che evoca ricordi e aneddoti, come la cena organizzata a Torino dallo stesso Fonseca per far incontrare Enzo Francescoli, suo grande amico, con un giovane Zinedine Zidane che lo idolatrava. “Zizou era contento come un bambino”, racconta. Pur riconoscendo che “il paragone con Del Piero è pesante”, Fonseca promuove il giovane turco, sottolineando come stia indossando la maglia numero dieci “con responsabilità e leggerezza. Il futuro è il suo”.
La sfida dell’Olimpico
La partita contro la Roma diventa un crocevia per la stagione bianconera. “I bianconeri si giocano tanto”, spiega Fonseca, evidenziando come una sconfitta renderebbe la corsa per un posto in Champions League più complessa, con un potenziale distacco di sette punti dai giallorossi. Un po’ di stanchezza dopo gli impegni europei è fisiologica, ma secondo l’ex attaccante “all’Olimpico è impossibile rilassarsi e la Juventus vorrà regalarsi un bel risultato per svoltare”. Potrebbe essere la serata giusta per il ritorno al gol di Yildiz, perché “queste serate sono quelle che esaltano i campioni”.
Stabilità per crescere
Fonseca appoggia la scelta di puntare sulla continuità tecnica. “La Juventus ha cambiato troppo negli ultimi anni e sono d’accordo sul fatto che abbia bisogno di stabilità”, dichiara, promuovendo il lavoro di Luciano Spalletti. Secondo l’uruguaiano, il tecnico ha dato un’identità precisa alla squadra ed è stato anche sfortunato in alcune circostanze, citando espulsioni ritenute eccessive. C’è poi un aspetto scaramantico. L’allenatore toscano, secondo Fonseca, porta bene alla Juventus, nel solco di una tradizione iniziata con “il mitico Lippi, il migliore di tutti”, e proseguita con Allegri. Una stabilità che serve per costruire il futuro, un mestiere diverso da quello dell’agente, che Fonseca conosce bene ma che non cambierebbe con il campo. “Fare goal, tutta la vita”.




