Per giocare nella Juventus non basta il talento. Bisogna “vivere e respirare questa maglia”. Lloyd Kelly, difensore inglese al suo secondo anno a Torino, lo ha messo in chiaro in un’intervista esclusiva concessa a CBS, raccontando il suo percorso di adattamento e la mentalità richiesta per affermarsi in bianconero. Arrivato a gennaio 2025, dopo un inizio in sordina, si sta affermando come uno dei pilastri della difesa di Luciano Spalletti.
Dalla Premier alla Serie A
Il passaggio dal campionato inglese a quello italiano ha richiesto un adattamento profondo. Kelly non ha dubbi. La Serie A, tatticamente, è un mondo a parte rispetto al calcio inglese: “In Italia c’è una vera mentalità difensiva”, ha spiegato, ricordando i tanti campioni del reparto passati per questo campionato. Se la Premier League primeggia per velocità e intensità fisica, secondo Kelly “tatticamente la Serie A è sicuramente ai massimi livelli”.
Obiettivo Inter: “Un’atmosfera diversa”
La conversazione si è poi spostata sulla sfida con l’Inter. Una partita che non è come le altre. “Si sente un’atmosfera diversa”, ha ammesso Kelly, descrivendola come “una partita enorme nella storia della Serie A” che cattura un’attenzione speciale da parte di tutti, dai giocatori ai tifosi. Nonostante la pressione, l’approccio mentale deve rimanere lo stesso di ogni altra gara. Il difensore ha anche ricordato il suo gol contro i nerazzurri: “Bremer ha fatto bene a tenere viva l’azione. Io ero indeciso se controllare o tirare subito, ma per fortuna è andata bene”, ha raccontato con un sorriso.
Spogliatoio, McKennie e vita a Torino
All’interno dello spogliatoio, Kelly ha elogiato un compagno in particolare: Weston McKennie. “La costanza delle sue prestazioni, nonostante tutto quello che succede attorno, dice molto su di lui”, ha affermato, descrivendolo come un giocatore su cui poter contare in ogni situazione grazie alla sua mentalità e capacità di adattamento. Spazio anche per aneddoti più leggeri, come le esultanze di squadra nate “da una conversazione a pranzo” e un errore da principiante in cucina. “Quando sono arrivato, ho provato a mettere del pollo sopra la pasta… e un compagno mi ha guardato malissimo”, ha confessato. Un piccolo scivolone culturale in un’Italia che, per cibo e meteo, ha già conquistato il difensore inglese.




