Nainggolan senza filtri: "Mai alla Juve per gli arbitri". Poi elogia Spalletti
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Nainggolan senza filtri: “Mai alla Juve per gli arbitri”. Poi elogia Spalletti

Radja Nainggolan attacca la Juventus, svelando i motivi arbitrali dietro al suo rifiuto, ma elogia l’attuale tecnico bianconero Luciano Spalletti, definito il migliore mai avuto in carriera.

Radja Nainggolan non usa mezzi termini. Il centrocampista belga, in una lunga intervista concessa al podcast di Sportium.fun, ha lanciato una dura accusa nei confronti della Juventus, spiegando perché non avrebbe mai vestito la maglia bianconera. Un attacco diretto. Al centro delle sue parole ci sono gli arbitri. Nelle sue dichiarazioni, però, trova spazio anche un elogio per l’attuale tecnico della Juventus, Luciano Spalletti, considerato dal “Ninja” il più forte allenatore della sua carriera.

Il no alla Juventus e l’accusa sugli arbitri

Il rifiuto alla Juventus ha radici profonde. Nainggolan ha spiegato di preferire sfide diverse, dove una vittoria ha un sapore differente. “Quando una società come la Roma vince lo scudetto sarà festa per vent’anni, mentre alla Juve lo devi vincere ogni anno”, ha affermato. Poi l’affondo. Il centrocampista ha legato la sua scelta a episodi arbitrali specifici che lo hanno coinvolto direttamente. “L’ho provato sulla mia pelle”, ha raccontato, menzionando due partite allo Juventus Stadium. La prima con la maglia del Cagliari, un pareggio per 1-1 condizionato da “un rigore inesistente a favore della Juve”. La seconda con la Roma, una sconfitta per 3-2 con “due rigori fuori area”. Una verità che, secondo lui, non tutti hanno il coraggio di ammettere. “Lo hanno visto tutti, è la verità solo che non tutti riescono a dirlo. Ed è da lì che mi nasce questa sensazione”.

Spalletti, il migliore: “La sua visione di calcio era sulla mia pelle”

Se le parole per la Juventus sono dure, quelle per Luciano Spalletti sono di pura ammirazione. Nainggolan ha definito l’attuale allenatore bianconero come “il più forte che ho avuto in carriera”. Un legame speciale. “La sua visione di calcio era scritta sulla mia pelle”, ha confessato il belga, descrivendo un rapporto che andava oltre il campo. Un aneddoto lo dimostra. Spalletti arrivò a chiuderlo a Trigoria per una settimana, dormendo nella stanza accanto per controllarlo. “Aveva paura che scappassi”, ha ricordato Nainggolan. Un rapporto costruito sulla fiducia reciproca. “Quando ti vuole bene, ti vuole bene. Quando senti la sua fiducia, capisci che persona è”.