Pjanic alla Juventus, Balzarini lancia l'idea: un ritorno per guidare il centrocampo
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La ricetta di Pjanic per la Juve: “Serve un Tonali e qualche Chiellini in più”

L’ex centrocampista bianconero Miralem Pjanic svela la sua visione per la Juventus: un nucleo italiano forte, con Tonali come innesto ideale, e la mentalità vincente incarnata da Chiellini.

In un’intervista rilasciata a Prime Video, l’ex centrocampista della Juventus Miralem Pjanic ha condiviso la sua visione per il futuro della squadra bianconera. Le sue parole delineano una strategia chiara, basata sul rafforzamento del nucleo italiano e sull’innesto di giocatori dotati di una mentalità vincente, prendendo come esempi concreti Sandro Tonali e la figura iconica di Giorgio Chiellini.

Tonali, il profilo ideale per il centrocampo

Alla domanda su quale centrocampista sceglierebbe per la Juventus, Pjanic non ha avuto esitazioni, indicando in Sandro Tonali l’uomo giusto per rinforzare la mediana. La sua scelta è motivata da una visione a lungo termine e dalla tradizione del club. “Se dovessi scegliere un centrocampista per la Juventus, andrei su un italiano che può stare per tanto tempo e quindi dico Tonali”, ha affermato Pjanic. Ha poi aggiunto un dettaglio significativo riguardo l’identità della squadra: “Un giocatore che vorrei come mentalità e qualità sul campo, la Juventus poi ha sempre avuto un gruppo forte di italiani e per questo direi lui”.

La necessità di una leadership forte

Oltre ai nomi, Pjanic si è soffermato su un aspetto che ritiene fondamentale per tornare al successo: la mentalità. Secondo il bosniaco, alla squadra attuale servirebbero figure carismatiche in grado di trasmettere il DNA vincente del club. L’esempio è quello di una leggenda bianconera: “Qualche Chiellini in più che ti dimostra cosa serve per vincere”, ha dichiarato, sottolineando la necessità di leader che possano guidare il gruppo con l’esempio, proprio come faceva l’ex capitano.

L’analisi su Spalletti e la gestione del gruppo

Nell’intervista Pjanic ha parlato anche di Luciano Spalletti, descrivendone i metodi diretti ma efficaci. “Non è uno che ti dice le cose dietro, ma lo fa davanti a tutti. Non per abbatterti, ma perché da qualcuno richiede di più”, ha spiegato, evidenziando come il tecnico riesca a stimolare i suoi giocatori. Ha citato come esempio la gestione di David, difeso pubblicamente dopo un rigore sbagliato, a riprova del fatto che l’allenatore sa riconoscere e premiare l’impegno dimostrato durante la settimana.