Una difesa che subisce 13 gol in quattro partite e un attacco privo di un punto di riferimento. L’analisi di Sergio Porrini sul momento della Juventus è netta e parte dalla sconfitta con il Galatasaray, un passo falso che secondo l’ex difensore nasce da errori individuali e da una sottovalutazione dell’avversario. Una squadra, quella turca, forte in attacco ma vulnerabile dietro. Per ribaltare il risultato servirà la partita perfetta, senza sbagliare nulla in difesa. Un’impresa che, se riuscisse, diventerebbe storica.
L’attacco non decolla
Il problema principale resta il centravanti. Porrini lo dice chiaramente. Le difficoltà offensive della Juventus durano da inizio anno, aggravate dall’infortunio di Vlahovic. Secondo l’ex bianconero, a Torino fra il 1993 e il 1997, l’apporto di attaccanti come Jonathan David e Loïs Openda è al momento “deficitario”. Un vuoto che si sente in tutte le manovre offensive, perché le azioni nascono dai movimenti della punta. Senza un riferimento, tutto diventa più complicato. È un problema diffuso in Italia, con la sola eccezione dell’Inter, ma che a Torino pesa sulla corsa al quarto posto.
Leader cercasi per il quarto posto
Nonostante tutto, la fiducia per il quarto posto non manca. Porrini crede nel lavoro di Luciano Spalletti e nell’identità di squadra che si sta costruendo. Un calo dopo una lunga rincorsa può starci, ma è arrivato nel momento decisivo della stagione. Per questo, mancare la qualificazione Champions metterebbe in discussione quanto di buono fatto finora. La ricetta per il futuro, come spiegato nell’intervista rilasciata a TuttoMercatoWeb.com, è chiara: servono rinforzi a centrocampo e in attacco. Servono figure carismatiche. “Leader si nasce e lo si diventa ancor di più vincendo”, spiega Porrini, ricordando i campioni del passato come Khedira e Matuidi.




