L’ingresso di Boga non è stato l’unico a cambiare il volto del match: anche Kelly (subentrato a Gatti a fine primo tempo) ha rappresentato un grande valore aggiunto. Luciano Spalletti, in conferenza stampa, ha motivato così la sua scelta: “Ho cambiato Gatti non per demeriti, credo che abbia fatto anche bene in campo aperto: mi serviva un braccetto mancino. Nel secondo tempo siamo migliorati molto e abbiamo portato a casa la partita“.
Kelly e la costruzione dal basso: manovra più fluida
L’ingresso di Kelly, mancino naturale, ha permesso alla Juventus di uscire con molta più pulizia dalla feroce pressione del Pisa. Tutta la manovra ne ha tratto dei benefici evidenti, con la palla che viaggiava con maggiore fluidità. Si tratta di una una questione di caratteristiche: è essenziale nell’idea di Spalletti avere nel reparto arretrato un difensore di piede destro e uno di piede mancino.
Le grandi squadre si costruiscono attraverso una difesa solida
Febbraio non è stato un grande mese per la Juventus. 18 gol subiti in 7 partite sono numeri non da grande squadra: Spalletti, però, ha più volte ripetuto che la fredda statistica non ti spiegherà mai il “perché”. Proprio per questa ragione il tecnico ha sempre difeso i suoi ragazzi, dando continuità al reparto composto da Cambiaso, Bremer, Kelly e Kalulu. La storia della Juventus lo insegna: le squadre vincenti si costruiscono prima di tutto con una difesa solida e consolidata.




