Diciotto tiri, un solo gol. È questo il riassunto della prestazione offensiva della Juventus contro il Sassuolo, una partita dominata sul piano del gioco ma non nel risultato. La squadra di Luciano Spalletti ha mostrato ancora una volta limiti in fase di finalizzazione, pagando anche l’unica disattenzione difensiva che ha permesso agli avversari di trovare la rete alla prima conclusione.
Un attacco che non concretizza
Il problema non è la creazione, ma la finalizzazione. La Juventus ha costruito un volume di gioco notevole, arrivando alla conclusione per ben diciotto volte nell’arco della partita. Un dato che certifica la superiorità territoriale. Eppure, il pallone ha superato la linea di porta solo in un’occasione. La mancanza di cinismo sotto porta resta un tema centrale per la squadra di Spalletti, che fatica a tradurre in gol la mole di gioco prodotta.
Difesa fragile, beffa immediata
A un attacco poco efficace si è aggiunta la fragilità difensiva. Il Sassuolo ha trovato il gol al suo primo tiro verso lo specchio della porta. Un copione già visto. La squadra concede poco agli avversari, ma quel poco si rivela spesso letale. Basta una minima sbavatura per vanificare gli sforzi costruiti sul piano del gioco. La beffa è servita. Per puntare in alto serve una solidità difensiva che al momento appare intermittente, un aspetto su cui Spalletti dovrà lavorare per evitare di perdere altri punti.




