L’arbitro Federico La Penna ha sporto denuncia alla Polizia postale. La decisione è arrivata in seguito ai messaggi di odio e alle minacce di morte ricevute dopo la direzione di gara in Inter-Juventus. L’episodio scatenante sarebbe stato un errore che ha portato al doppio cartellino giallo per il difensore bianconero Pierre Kalulu.
Le minacce a La Penna e alla sua famiglia
Le intimidazioni non si sono limitate alla sua persona. Sono state indirizzate anche alla sua famiglia, composta dalla moglie e da due figlie piccole. Un confine superato. Tra le prove che verranno presentate ci sono frasi come “ti sparo”, “ti ammazzo” e “ti veniamo a cercare, sappiamo dove abiti”. Questi messaggi hanno spinto il direttore di gara romano a cercare la protezione delle autorità per tutelare la propria incolumità e quella dei suoi familiari.
La ferma condanna dell’AIA
L’Associazione Italiana Arbitri ha reagito con fermezza. Francesco Massini, vicepresidente vicario dell’AIA, ha parlato all’ANSA di un limite di civiltà e sportività superato. “Un arbitro che deve avere paura per la propria famiglia a causa di una decisione presa in campo è qualcosa che deve indignare tutti”, ha dichiarato. L’AIA ha garantito pieno sostegno a La Penna e ha annunciato che valuterà ogni possibile azione a sua tutela. Massini ha concluso: “Quando si oltrepassa quel confine, non siamo più dentro lo sport: siamo dentro qualcosa di molto più grave”.




