La Juventus vince con maturità. Contro l’Atalanta è arrivata una vittoria meno spettacolare rispetto ad altre uscite, ma costruita su solidità e spirito di sacrificio. Un segnale di carattere. La squadra di Luciano Spalletti ha saputo soffrire, reagire dopo una prima fase complicata e portare a casa tre punti che in passato sarebbero potuti sfumare.
Spalletti gestisce le difficoltà
La settimana non era stata semplice. Diversi giocatori hanno stretto i denti per scendere in campo, condizionando le scelte e la prestazione. Kenan Yıldız, Gleison Bremer, Khéphren Thuram e Lloyd Kelly non erano al meglio della condizione fisica. A questi si è aggiunto un Francisco Conceição costretto a un lavoro diverso dal solito, sacrificando il suo spunto nell’uno contro uno per accentrare la sua posizione e aiutare la squadra. La capacità di compattarsi e trovare energie mentali ha fatto la differenza, trasformando le difficoltà in un punto di forza.
La partita dai due volti
Il confronto con l’Atalanta ha mostrato una Juventus a due facce. Nella prima mezz’ora la squadra ha sofferto, con una linea difensiva a tratti troppo bassa e poco compatta, concedendo spazi per le imbucate centrali degli avversari. Un copione che ha ricordato, a parti invertite, la sfida di Coppa Italia. Poi la svolta. Nella ripresa è cresciuta la fisicità, la personalità e la capacità di uscire dalla pressione uomo su uomo imposta dalla squadra di Gasperini. La Juve ha iniziato a recuperare più palloni, a gestire meglio i momenti della gara e a creare occasioni, anche se alcuni errori nelle verticalizzazioni hanno impedito di chiudere prima il match. La reazione, in una settimana così complessa, è il dato che Spalletti cercava.




