Luciano Spalletti analizza la prestazione della sua Juventus contro il Sassuolo, un pareggio che complica la corsa alla qualificazione in Champions League. Nonostante un avvio promettente, con il vantaggio nato da un’accelerazione di Conceição e dai movimenti di Yildiz, la squadra non è riuscita a chiudere la partita.
La gestione del pallone e il ritmo di gioco
Spalletti ha spiegato come la squadra non avesse sempre le idee chiare, mostrando “poca maturità e poca pulizia nelle scelte”. Questo ha reso rischiose le giocate nella metà campo offensiva. “Abbiamo perso troppi palloni nella trequarti“, ha detto il tecnico, specificando come un errore in quella zona esponga a contropiedi veloci, a differenza di un pallone perso in fascia. Il gioco è mancato a tratti e la palla girava lentamente, ma l’allenatore ha sottolineato come la squadra abbia comunque meritato la vittoria per le occasioni create, pur mancando di concretezza. Ha poi difeso i suoi giocatori, definendoli ragazzi seri che a volte si trovano a dover giocare “nello stretto”. Riguardo all’atteggiamento del Sassuolo, ha aggiunto: “Si vedeva che se la prendevano comoda, ho solo chiesto di velocizzare“.
Il rigorista e il messaggio ai tifosi
A far discutere è stato soprattutto l’episodio del rigore fallito da Manuel Locatelli. Spalletti ha ricostruito l’accaduto, chiarendo la dinamica della scelta. In un primo momento, era stato Kenan Yildiz a prendere il pallone, manifestando l’intenzione di calciare, con Vlahovic al suo fianco. “È positivo che lo vogliano battere, in 2-3 volevano farlo“, ha commentato il tecnico. Mentre i due attaccanti erano sul dischetto, però, Locatelli si è diretto verso la panchina per parlare con l’allenatore. “È venuto e mi ha detto: ‘Mister, io lo batto‘”, ha svelato Spalletti. “Gli ho chiesto se se la sentisse e ha detto sì“. A quel punto, il tecnico ha dato il suo via libera, forte del fatto che Locatelli fosse uno dei rigoristi designati, a differenza di quanto accaduto a gennaio contro il Lecce. Una scelta dettata anche dal fatto che il capitano aveva già trasformato rigori pesanti, come quello contro il Galatasaray, mentre Yildiz aveva sbagliato l’ultimo tentativo e altri specialisti come Vlahovic e Milik erano appena rientrati. “È giusto che abbia tirato“, ha concluso Spalletti, pur ammettendo che “questi errori facciano discutere“. Nonostante il rammarico, ha voluto rassicurare sulla corsa Champions: “È tutto ancora aperto, le possibilità di qualificarci restano intatte“.
Le valutazioni sull’attacco
L’allenatore ha concluso la sua analisi con una riflessione sulle risorse a sua disposizione nel reparto offensivo. In panchina erano presenti diverse alternative, tra cui Arkadiusz Milik e Dušan Vlahović. “Oggi avevo quattro attaccanti in panchina, due con caratteristiche fisiche utili contro difese basse“, ha commentato Spalletti, sottolineando come questa abbondanza rappresenti “una risorsa importante quando c’è da riempire l’area“.




