L’intervento di Gila su Juan Cabal non sanzionato è la goccia che ha fatto traboccare il vaso. La Juventus ha deciso di farsi sentire. Nessuna protesta pubblica, ma un canale privato per chiedere spiegazioni ai vertici arbitrali dopo l’episodio avvenuto contro la Lazio sullo 0-0. Il club bianconero, secondo quanto riportato da Tuttosport, ha manifestato il proprio fastidio per una serie di decisioni che hanno inciso sul suo percorso in campionato.
Quattro episodi sotto la lente
Il rigore negato contro la Lazio non è un caso isolato. La lista degli episodi contestati dalla Juventus comprende altre tre situazioni che hanno lasciato perplessità. Due risalgono alla partita contro il Verona: un calcio di rigore fischiato per un tocco di mano fortuito e una gomitata di Orban a Federico Gatti punita solo con un cartellino giallo. L’altro precedente riguarda ancora la Lazio, nella gara d’andata. In quell’occasione, un pestone in area su Francisco Conceição non venne sanzionato, né rivisto al VAR. Un copione che si è ripetuto con Cabal.
Dialogo per chiedere chiarezza
La linea della società è chiara. Nessuna polemica plateale davanti alle telecamere. La dirigenza ha preferito un approccio diretto e riservato, contattando i responsabili arbitrali per avere un confronto. L’obiettivo è duplice: comprendere fino in fondo il metro di giudizio adottato in queste circostanze e sollecitare una maggiore attenzione per il futuro. Una mossa per tutelare la squadra senza alimentare tensioni, cercando un dialogo costruttivo.




