L’intervento di Mario Gila su Juan Cabal continua ad alimentare il dibattito nel post-partita di Juventus-Lazio. Un contatto che ha lasciato dubbi e scatenato proteste, avvenuto sullo 0-0. Sull’episodio si è espresso l’ex arbitro Luca Marelli, che ha parlato di rigore netto, e anche l’opinionista Lele Adani, il quale ha fornito una sua personale interpretazione sulla mancata concessione del penalty.
Un copione già visto
Il deja-vu è immediato. L’episodio richiama alla memoria un altro contatto dubbio avvenuto nella gara d’andata, sempre con protagonista il difensore della Lazio. In quell’occasione fu Francisco Conceicao a subire un pestone in area da parte di Gila, anche in quel caso senza che venisse assegnato il penalty. Due situazioni simili, due decisioni identiche. La sfida dell’andata si concluse con una sconfitta per la Juventus, mentre allo Stadium i bianconeri sono riusciti a conquistare un punto.
L’analisi di Adani: “Una svista del VAR”
Secondo Lele Adani, intervenuto alla Rai Sport, la mancata assegnazione del rigore sarebbe frutto di una svista. L’opinionista ha spiegato che il VAR, a suo parere, non sarebbe “andato abbastanza indietro” nell’analisi dell’azione che ha poi portato al gol annullato a Koopmeiners. La sala video si sarebbe concentrata sul fuorigioco, l’evento più vicino alla conclusione, trascurando il fallo precedente. Adani ha sottolineato come Cabal fosse pienamente in azione e sia stato “falciato”, descrivendo un contatto che a suo dire era impossibile non sanzionare con il calcio di rigore già in campo.
La tecnologia non basta?
Resta un interrogativo di fondo. Con l’ausilio del VAR e delle tecnologie a disposizione della classe arbitrale, come possono verificarsi ancora episodi così discussi? La domanda circola tra tifosi e addetti ai lavori. Per comprendere la dinamica della decisione presa in campo e nella sala VAR durante Juventus-Lazio, sarà utile ascoltare i dialoghi tra l’arbitro e gli assistenti video che verranno resi noti.




