Tacchinardi critica la Juventus: la squadra non cresce e non alza il livello con Spalletti
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Tacchinardi promuove Spalletti ma dice: “La Juve ha poche alternative”

L’ex bianconero Alessio Tacchinardi analizza la Juventus di Spalletti: crescita impressionante e gioco dominante, ma la panchina non convince. Un problema da non sottovalutare per il futuro.

L’analisi di Alessio Tacchinardi sulla Juventus di Luciano Spalletti, rilasciata ai microfoni di Sportmediaset, dipinge un quadro a due facce. Da un lato, l’ex centrocampista bianconero esprime grande ammirazione per la trasformazione della squadra sotto la nuova guida tecnica; dall’altro, solleva un dubbio significativo sulla profondità della rosa a disposizione del tecnico, un fattore che potrebbe condizionare il percorso della squadra nelle varie competizioni.

Una crescita straordinaria

Secondo Tacchinardi, il lavoro di Luciano Spalletti alla Juventus è a dir poco ‘straordinario’. L’opinionista sottolinea come la squadra abbia mostrato una crescita esponenziale dal suo arrivo, evidenziata da un gioco dominante e da una forte personalità in campo. La vittoria contro il Parma viene citata come esempio lampante di questa superiorità, con una prestazione convincente per tutti i 90 minuti. I numeri, d’altronde, supportano questa visione: ‘Da quando è arrivato solo l’Inter ha fatto più punti e solo l’Inter ha fatto più gol’. Un rendimento che, ad eccezione del pareggio in Champions League contro il Monaco, dimostra una continuità e una qualità di gioco di altissimo livello, testimoniando una crescita ‘impressionante’ della squadra.

Il problema della panchina

Nonostante gli elogi, Tacchinardi individua una criticità precisa nella struttura della rosa bianconera: la mancanza di alternative all’altezza dei titolari. ‘L’unico, secondo me, problema che ha oggi la Juve è che ha gli 11 titolari, però pochissime alternative’, ha dichiarato l’ex giocatore. A suo avviso, la squadra subisce un calo di rendimento notevole quando vengono inseriti i giocatori dalla panchina. Tacchinardi fa i nomi di Miretti e Cabal come uniche eccezioni, ma evidenzia come ‘il resto non sta seguendo’. Questa osservazione pone l’accento sulla necessità per Spalletti di fare affidamento quasi esclusivo sul suo undici di partenza per mantenere alto il livello delle prestazioni, un potenziale ostacolo in una stagione lunga e dispendiosa.