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Un anno fa l’esonero di Thiago Motta, la grande rivoluzione pensata e non attuata alla Juventus

Esattamente un anno fa, il 23 marzo 2025, la Juventus ufficializzava l’esonero di Thiago Motta e il conseguente arrivo di Igor Tudor. Un epilogo impronosticabile ai nastri di partenza, specialmente dopo la decisione del tecnico decise di lasciare Bologna con l’obiettivo di aprire un ciclo vincente e duraturo a Torino. L’entusiasmo iniziale non bastò a…

Esattamente un anno fa, il 23 marzo 2025, la Juventus ufficializzava l’esonero di Thiago Motta e il conseguente arrivo di Igor Tudor. Un epilogo impronosticabile ai nastri di partenza, specialmente dopo la decisione del tecnico decise di lasciare Bologna con l’obiettivo di aprire un ciclo vincente e duraturo a Torino.

L’entusiasmo iniziale non bastò a far decollare l’avventura di Thiago Motta alla Juventus

L’accoglienza della piazza era stata caldissima: i tifosi vedevano in lui l’uomo della rinascita, la figura giusta per riportare entusiasmo e vittorie dopo l’addio turbolento di Massimiliano Allegri. Tutta via, alle prime difficoltà, qualcosa si è rotto. Il percorso è stato segnato da troppi punti persi lasciati per strada e il brutto litigio con Danilo, culminato con la cessione del brasiliano a gennaio. Il verdetto definitivo arrivò dopo una serie di colpi durissimi: la sconfitta in Champions League contro il PSV con conseguente eliminazione, l’uscita dalla Coppa Italia contro l’Empoli e le pesantissime sconfitte in campionato contro Atalanta in casa (0-4) e Fiorentina in trasferta (3-0).

Le aspettative non mantenute

Il tifo si aspettava di vedere in campo una squadra moderna e spumeggiante. Thiago Motta, invece, privilegiò il tatticismo, fattore che ha reso la Juventus compatta in difesa (nel primo periodo) e sterile in attacco. Alla sua prima esperienza in una grande squadra il tecnico non ha gestito al meglio la comunicazione e la gestione dello spogliatoio, aspetti che non si possono in alcun modo trascurare.