“Il Var dove sta? Che fa?”. La domanda di Paolo Paganini arriva diretta dopo l’espulsione di Pierre Kalulu durante Inter-Juventus. Il giornalista ha affidato ai social la sua critica verso un protocollo che limita l’intervento della tecnologia. La discussione sulla sua applicazione si riaccende.
Il nodo del secondo giallo
Il punto centrale è il secondo cartellino giallo. L’ammonizione è costata al difensore bianconero la permanenza in campo. Da regolamento, il Var non può intervenire su una seconda ammonizione, anche se l’errore dell’arbitro appare palese. Paganini contesta proprio questa limitazione. “Se in campo l’arbitro commette un errore il VAR dovrebbe correggere”, ha scritto, definendo questa la “principale missione” della tecnologia. Una critica netta. La sua posizione mette in discussione le fondamenta del protocollo, visto da molti come un ostacolo alla giustizia sportiva. L’episodio alimenta così un dibattito già esistente sui confini e le contraddizioni dell’assistenza video nel calcio.




