Un punto che porta la firma della panchina. La Juventus pareggia 3-3 all’Olimpico contro la Roma in uno scontro diretto per il quarto posto, trovando le risposte decisive nei cambi di Luciano Spalletti. Dalla panchina sono arrivate le giocate che hanno ripreso la partita, ma anche la conferma di una delusione.
La redenzione di Zhegrova: da errore a uomo assist
La sua immagine era legata a un errore. Contro il Galatasaray, un’occasione mancata davanti alla porta aveva pesato sull’eliminazione dalla Champions League. All’Olimpico, però, la storia è cambiata. L’esterno kosovaro ha disegnato il cross per il gol del 3-2 di Jeremie Boga e ha calciato la punizione da cui è nato il pareggio finale di Federico Gatti. Due giocate, due lampi. Ha dimostrato di poter spaccare le partite con le sue accelerazioni tra le linee, anche senza aver ancora trovato il suo primo gol dopo 445 minuti in bianconero. Spalletti ha avuto ragione a dargli fiducia.
Openda, l’altra faccia della medaglia
Se Zhegrova è la luce, Loïs Openda è l’ombra. Il suo ingresso in campo all’88’ minuto è la fotografia della scarsa fiducia che Spalletti nutre nei suoi confronti. Una manciata di minuti, senza impatto. L’attaccante belga appare come il negativo del suo compagno di squadra, incapace di incidere proprio quando la squadra ne avrebbe bisogno. La sua difficoltà stride ancora di più in un momento in cui neanche Jonathan David offre garanzie, lasciando un vuoto nelle rotazioni offensive. Credere nel suo riscatto diventa sempre più difficile, mentre altri, come Gatti, si prendono la scena da eroi inaspettati.




