Davide Lanzafame, ex talento del settore giovanile della Juventus, ha condiviso alcuni ricordi del suo percorso in bianconero in un’intervista a Gazzetta. L’ex attaccante ha ripercorso le tappe fondamentali della sua carriera, dagli esordi fino all’incontro decisivo con Antonio Conte.
Tredici anni in bianconero, tra vittorie e crescita
Il viaggio di Lanzafame nel mondo del calcio è iniziato presto, ma è con la Juventus che la sua carriera ha preso forma. Dopo un provino andato a buon fine con il Torino ma non concretizzatosi in un tesseramento, fu la Juventus a farsi avanti. “Non ci pensai due volte”, ha ricordato Lanzafame, descrivendo i successivi tredici anni come “memorabili”. Durante questo lungo periodo, è cresciuto sia come uomo che come calciatore, vincendo tutto con le formazioni Berretti e Primavera. Una figura chiave nel suo sviluppo è stata Guido Mattei, il suo mentore fin dall’Under 13, definito un “maestro di calcio” che lo ha svezzato tecnicamente. Il suo talento esplose nel Torneo di Viareggio del 2007, dove si laureò capocannoniere con sette reti, spesso segnate partendo dalla panchina, un exploit che accese su di lui i riflettori.
L’impatto di Conte e la trasformazione a Bari
Un capitolo fondamentale della carriera di Lanzafame è legato ad Antonio Conte. L’allenatore, descritto come un “martello”, seppe valorizzarne il potenziale durante l’esperienza comune a Bari in Serie B. Nel 4-2-4 di Conte, Lanzafame si espresse al meglio, realizzando 10 gol e 3 assist. “All’inizio mi tirava le orecchie, poi capì il mio potenziale e mi fece giocare con continuità”, ha spiegato l’ex giocatore. Grazie alla fiducia del tecnico, Lanzafame ha mostrato una notevole duttilità, ricoprendo quasi tutti i ruoli offensivi. Nonostante un approccio iniziale severo, Conte seppe anche “coccolare” il suo giocatore, diventando, secondo le parole dello stesso Lanzafame, “l’allenatore che mi ha cambiato la carriera”.




