Raffaele Palladino si conferma la bestia nera della Juventus. L’allenatore ha battuto i bianconeri con la terza squadra diversa in carriera, l’Atalanta, imponendosi per 3-0 nei quarti di finale di Coppa Italia. Un risultato che estromette la squadra di Luciano Spalletti dalla competizione per il secondo anno di fila a questo punto del torneo. La storia si ripete.
Il debutto da incubo per la Juve
Tutto iniziò il 18 settembre 2022. Palladino, appena promosso dalla Primavera del Monza, debuttava in Serie A proprio contro la Juventus. I brianzoli, alla prima stagione nella massima serie, non avevano ancora ottenuto una vittoria. La partita cambiò al 40′ con l’espulsione di Angel Di Maria per un contatto con Izzo. Nel finale, un gol di Gytkjaer scrisse la storia: primo successo del Monza in Serie A, proprio contro la Vecchia Signora. Un esordio indimenticabile per il tecnico.
Un copione che si ripete: dallo Stadium al Franchi
L’incantesimo di Palladino continuò pochi mesi dopo. Il 29 gennaio 2023, il suo Monza espugnò l’Allianz Stadium per 2-0, con le reti di Ciurria e Dany Mota nel primo tempo. In quella partita, a difendere la porta dei brianzoli c’era Michele Di Gregorio, le cui parate furono decisive e che oggi veste la maglia della Juventus. Con quella vittoria, il Monza superò addirittura i bianconeri in classifica. Anni dopo, sulla panchina della Fiorentina, Palladino ha inflitto un’altra sconfitta pesante alla Juventus, un 3-0 al Franchi che contribuì a chiudere la parentesi di Thiago Motta a Torino.
L’eliminazione dalla Coppa Italia
L’ultimo capitolo di questa saga negativa per la Juventus è andato in scena giovedì sera. L’Atalanta di Palladino ha dominato l’incontro, vincendo 3-0 e assicurandosi un posto in semifinale di Coppa Italia. Per la Juventus non è solo una sconfitta, ma la conferma di una tendenza preoccupante contro le squadre guidate dal tecnico napoletano. Quattro sconfitte su otto precedenti totali. Un bilancio che suona come un allarme.




