Nessun giovane promosso in prima squadra. È questo il dato che emerge dalla stagione della Juventus Next Gen, nonostante una salvezza ottenuta in anticipo e la corsa per un posto nei playoff. Un’inversione di tendenza netta. Il progetto della seconda squadra, nato per creare un percorso diretto verso il calcio dei grandi, sembra essersi arenato proprio sul più bello.
Risultati positivi, ma zero opportunità
La squadra guidata da Massimo Brambilla ha dimostrato il suo valore. I bianconeri sono stati inseriti nel Girone B, considerato storicamente più competitivo, ma hanno raccolto più punti delle seconde squadre di Inter e Atalanta. Un rendimento solido. Eppure, questo non è bastato a garantire una chance ai profili più interessanti della rosa, come accaduto invece nelle stagioni precedenti, quando il passaggio al piano superiore era una conseguenza quasi naturale del percorso di crescita.
Talenti in attesa di una chiamata
I nomi non mancano. Profili come Faticanti, punto fermo dell’Under 21, o Puczka, capace di incidere con gol da palla inattiva e inserimenti, sembravano pronti per un inserimento graduale. La scelta è stata diversa. Le cause potrebbero risiedere in una rosa della prima squadra ritenuta sufficientemente ampia per gestire la stagione o in una precisa strategia tecnica volta a non accelerare i tempi.




