Yildiz torna al gol e trascina la Juve: assist, rete e ovazione contro il Pisa
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Yildiz e la Juventus, futuro scritto: “Qui la fiducia che il Bayern non mi ha dato”

Kenan Yildiz si racconta a 360 gradi: dal no al Bayern alla fiducia della Juventus e un retroscena con Zazzaroni. “Il mio futuro è qui, ad Allegri devo tutto”.

Kenan Yildiz apre l’intervista al Corriere dello Sport con una battuta per l’intervistatore, Ivan Zazzaroni, che in passato lo aveva definito un “giocatorino“. “Il tuo non è stato un errore, ma un’opinione“, ha commentato il talento turco, mostrando subito grande maturità. Da lì, una confessione a cuore aperto sul suo percorso, dalle difficoltà al Bayern Monaco alla consacrazione in bianconero, ribadendo una certezza: il suo futuro è alla Juventus.

La fiducia bianconera contro la freddezza del Bayern

La scelta di lasciare il Bayern Monaco non è stata una questione economica. Yildiz lo mette in chiaro. “Non ho mai giocato per il denaro, ma per migliorare“, spiega il numero 10 bianconero, specificando che la rottura non fu legata a questioni di soldi. Dopo undici anni in Baviera, il rapporto si era incrinato per una ragione precisa: la mancanza di stima. “Non ho mai avvertito la loro fiducia, c’era sempre qualcuno che era meglio di me“, racconta. L’addio è stato “naturale”. A Torino ha trovato un mondo diverso. “Sono qui da quattro anni e tutti mi hanno sempre mostrato grande fiducia“. Una sensazione che ha reso la Juventus la sua prima scelta, una decisione che la sua famiglia, che ne cura gli interessi, conosceva bene. “La Juventus è sempre stato il mio primo pensiero e loro lo sapevano“, ha precisato, chiarendo che i genitori si occupano degli aspetti contrattuali ma la volontà è sempre stata la sua.

Gratitudine per Allegri e Montella, legame speciale con Spalletti

Il percorso di Yildiz alla Juventus è legato a doppio filo a Massimiliano Allegri. La sua gratitudine è totale. “Gli devo tanto, tutta questa vita, per come è cominciata“, afferma, riconoscendo al tecnico il merito di averlo lanciato nel calcio dei grandi. Il giovane talento non dimentica neanche chi gli ha dato fiducia in nazionale: “Provo gratitudine anche per Montella che mi ha portato in nazionale“. Parole di stima arrivano anche per Luciano Spalletti, che ora ritrova come allenatore in bianconero. Yildiz lo definisce “un grande tecnico e un uomo speciale, un uomo di emozioni“, ricordando con un sorriso l’aneddoto dell’esultanza in nazionale, quando accarezzò la testa del tecnico.

Dalla Germania alla Turchia, una scelta di campo e di stile

La decisione di vestire la maglia della Turchia nasce da una delusione. Quella tedesca. “In Germania non mi consideravano, non ero buono, chiamavano sempre un altro”, rivela Yildiz. Una scelta motivata dalla consapevolezza delle proprie capacità, maturate fin da bambino. “Da ragazzino in tutti i tornei ai quali partecipavo venivo premiato come mvp. A otto anni giocavo contro quelli di 18”. La sua posizione preferita in campo è chiara: “A sinistra, quando parto da sinistra e posso entrare nel campo. Mi piace questa libertà“. Per il futuro, l’ispirazione è Cristiano Ronaldo, un modello per la “cura che mette nel fisico” e la sua “mentalità fantastica“. Un’etica del lavoro che Yildiz applica anche personalmente, pur senza esagerare: “Faccio qualcosa anche dopo l’allenamento, un po’ di stretching, qualche esercizio per la forza, ma non troppo. Non voglio diventare un body builder“.

Sacrifici, famiglia e un futuro bianconero

Dietro l’ascesa di Kenan Yildiz ci sono i sacrifici di una vita. Il padre Engin è stato il suo primo allenatore, sottoponendolo a sei ore di allenamento al giorno fin da piccolo. Per quattro anni, tre volte a settimana, lo ha accompagnato da casa a Monaco, percorrendo 240 chilometri tra andata e ritorno, prima del trasferimento definitivo in città. Un’infanzia “molto controllata”, anche nelle spese, che lo ha forgiato. “Non è semplice restare con i piedi per terra perché la mia vita non ha nulla di normale, ma ho una famiglia solida“, ammette. E sulle voci di mercato che lo accostano a grandi club europei, scherza sull’attività telefonica dei suoi genitori: “Real? Barcellona? Arsenal? Non lo so, li vedo sempre impegnati“. Poi chiude ogni discorso con una frase netta, che non lascia spazio a interpretazioni. “E comunque il mio futuro è qui“.