Luciano Spalletti ha cambiato le gerarchie tra i pali della Juventus. Mattia Perin è ora il titolare, con Michele Di Gregorio che si è accomodato in panchina dopo una serie di prestazioni al di sotto delle aspettative. Una decisione supportata dai dati delle ultime partite, che delineano un quadro preciso sulle performance dei due portieri.
Efficacia tra i pali: un confronto statistico
Il rendimento recente premia Perin, come riportato da Tuttosport. Prendendo in esame le ultime quattro partite giocate da entrambi, il tasso di efficacia dell’ex Genoa è del 78.8%, contro il 21.4% registrato da Di Gregorio. Questo dato, calcolato tenendo conto della pericolosità delle conclusioni avversarie (xGOT), mostra come Perin abbia neutralizzato un volume di tiri quasi quadruplo rispetto al compagno. Se Di Gregorio ha parato in media 2,1 tiri sui 10 ricevuti, il numero uno attuale ha alzato il muro. Va però considerato il diverso livello delle avversarie affrontate: Di Gregorio ha giocato contro Lazio, Inter, Galatasaray e Como, mentre Perin ha difeso la porta con Galatasaray, Roma, Pisa e Udinese.
Stili a confronto: la gestione del pallone
Le differenze emergono anche nella fase di costruzione. Con la palla tra i piedi, Di Gregorio predilige un approccio più conservativo, affidandosi a passaggi corti. Perin, al contrario, cerca più spesso la verticalizzazione. Lo dimostra la percentuale di lanci lunghi riusciti dall’inizio della stagione, che per l’ex Genoa si attesta al 57.8% contro il 43.4% del compagno. Sul piano generale, Di Gregorio ha subito 33 gol in 30 presenze stagionali, mentre Perin ne ha concessi 15 in 11 apparizioni, con una media-partita leggermente superiore. La scelta per il finale di stagione resta nelle mani di Spalletti.




