Tre punti non bastano a cancellare i dubbi. La Juventus batte il Genoa e resta agganciata al treno per il quarto posto, ma la prestazione offerta contro i rossoblù lascia le stesse identiche domande sul tavolo. Un copione già visto. La squadra di Luciano Spalletti ha dimostrato ancora una volta di avere due volti nella stessa partita, un difetto che rischia di costare caro nella volata per la qualificazione in Champions League.
Dominio a tempo per 70 minuti
Per oltre un’ora di gioco, la Juventus ha controllato la partita. La squadra ha mostrato una buona organizzazione e ha creato diverse occasioni per chiudere il match, dando l’impressione di poter gestire l’avversario senza affanni. Il gioco c’è stato. Eppure, la gara non è mai stata messa in cassaforte. Come accaduto in altre occasioni, la squadra non è riuscita a concretizzare il dominio, lasciando la porta aperta a un finale inaspettato. Un calo di concentrazione ha permesso al Genoa di rientrare in partita negli ultimi 15 minuti, generando una pressione che poteva essere evitata.
La sfida con l’Atalanta diventa uno spartiacque
Questo limite caratteriale rappresenta l’ostacolo principale nel percorso della Juventus. La squadra sembra incapace di mantenere la stessa intensità per tutti i 90 minuti. Un problema che dovrà essere risolto in fretta. La prossima trasferta a Bergamo contro l’Atalanta assume i contorni di una prova decisiva. Contro i nerazzurri non saranno sufficienti 70 minuti di buon livello. Servirà una prestazione solida e continua per l’intera durata dell’incontro per continuare a inseguire l’obiettivo europeo. A Bergamo non ci saranno appelli.




