Rinnovo di Spalletti, l'attesa della Juventus: il tecnico vuole certezze
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L’attacco della Juventus è il secondo del campionato, ma la difesa preoccupa Spalletti

I bianconeri vantano il secondo miglior attacco della Serie A, ma i gol subiti frenano le ambizioni. L’analisi dei numeri della squadra di Spalletti tra un reparto offensivo corale e una difesa da registrare.

La Juventus segna, ma subisce troppo. Con 42 gol realizzati sotto la gestione di Luciano Spalletti, i bianconeri vantano il secondo miglior reparto offensivo della Serie A, un dato che smentisce la narrazione di una squadra con problemi in attacco. Il problema è altrove. La fase difensiva continua a mostrare crepe evidenti, come visto anche nella sfida contro il Genoa, mettendo a rischio i risultati.

Un attacco corale che funziona

Il reparto avanzato non dipende da un unico finalizzatore. La forza della Juventus è la capacità di mandare in gol tanti uomini diversi, rendendo la manovra meno prevedibile per gli avversari. Contro il Genoa sono andati a segno un difensore come Bremer e un centrocampista come McKennie. A loro si aggiungono le occasioni create da Jonathan David, che ha colpito anche un palo, e la costante pericolosità di Khéphren Thuram. L’attacco funziona perché è un sistema in cui tutti partecipano, da Vlahovic a Yildiz, passando per gli esterni. La squadra crea e lo fa con continuità. I numeri lo confermano.

La difesa è il punto debole

Se davanti si sorride, dietro si soffre. La solidità difensiva che in passato ha fatto la fortuna del club sembra smarrita. Il problema non è tanto il numero di occasioni concesse agli avversari, quanto l’alta percentuale di queste che si trasformano in gol. Anche contro il Genoa la squadra ha rischiato di subire reti che avrebbero potuto complicare la partita. Quando la difesa regge, la Juventus vince. Quando concede, anche una prestazione offensiva efficace può non bastare. È un equilibrio che Spalletti deve ancora trovare per garantire continuità.

La prova del nove contro l’Atalanta

La storia insegna che i campionati si vincono con la solidità del pacchetto arretrato. Il precedente della Roma è un esempio chiaro: una difesa solida l’aveva proiettata nelle prime posizioni, ma appena ha iniziato a subire gol con regolarità ha perso terreno. Per la Juventus il discorso non cambia. Il prossimo avversario si chiama Atalanta, una sfida che misurerà le reali ambizioni dei bianconeri. Il ricordo della sconfitta per 3-0 in Coppa Italia, maturata nonostante un buon approccio offensivo, è un avvertimento. Non basta segnare, serve prima di tutto non subire.