Lichtsteiner e il no all'Inter: "Sarebbe stato un tradimento"
Home > Notizie Juventus > Interviste Juventus > Lichtsteiner e il no all’Inter: “Sarebbe stato un tradimento”

Lichtsteiner e il no all’Inter: “Sarebbe stato un tradimento”

Stephan Lichtsteiner svela il suo rifiuto all’Inter, un “tradimento” per lui. L’ex terzino racconta la mentalità Juventus, l’ossessione per la vittoria e i ricordi di Conte, Pirlo e Pogba.

Vincere non basta mai. Questa è la Juventus secondo Stephan Lichtsteiner, un club dove la fame di successi non si placa. In una intervista rilasciata a Gazzetta l’ex terzino racconta una cultura sportiva unica. “Alla Juventus vinci cinque scudetti e non basta, vogliono il sesto“, spiega, descrivendo la mentalità che trasforma un buon giocatore in un campione. Una filosofia che lo ha segnato profondamente nei suoi sette anni a Torino.

La lezione di Conte e i compagni

Antonio Conte è stato una figura chiave nel suo percorso. Fu lui a trasformarlo, insegnandogli quella “cattiveria agonistica” che lo rese un avversario temuto in Serie A. Sotto la sua guida arrivò anche una rete storica: il primo gol nella storia dello Stadium, nel 2011. Da Conte ha imparato la lezione più diretta: “vincere è l’unica cosa che conta”. Nello spogliatoio ha condiviso l’esperienza con talenti puri, come Andrea Pirlo, definito “un extraterrestre, ma anche disciplinato come pochi“, e un giovane Paul Pogba, del quale capì subito il potenziale: “Era destinato a diventare uno dei migliori al mondo“.

Lealtà e rimpianti: le ferite della carriera

La carriera in bianconero ha avuto anche momenti difficili. L’esclusione dalla lista Champions voluta da Massimiliano Allegri resta una ferita aperta, così come le due finali della coppa perse contro Real Madrid e Bayern Monaco. Nonostante questo, il legame con la Juventus non si è mai spezzato. Per questo non avrebbe mai accettato un’offerta dall’Inter, un gesto che spiega con parole nette: “Sarebbe stato un tradimento“. Le sconfitte europee restano il suo più grande rammarico. “Sono partite che ti restano dentro per sempre“, ammette.