Due partite per ribaltare un destino. Michele Di Gregorio si è ripreso la Juventus con due prestazioni che hanno blindato la porta e zittito le critiche delle scorse settimane. Prima il Genoa, poi l’Atalanta. Il portiere ha risposto presente, diventando l’uomo simbolo della solidità difensiva ritrovata dalla squadra di Luciano Spalletti, capace di mantenere la porta inviolata per due gare consecutive.
Da riserva a protagonista in 180 minuti
Il punto di svolta ha una data precisa: l’intervallo della sfida contro il Genoa. Chiamato in causa per sostituire l’infortunato Perin, Di Gregorio è entrato in campo e ha cambiato il corso degli eventi. Il suo doppio miracolo nel momento di massima pressione dei rossoblù, culminato con il rigore parato a Martin, ha salvato la squadra. Quella prodezza è stata la scintilla. Contro l’Atalanta è arrivata la conferma. In una trasferta a Bergamo, contro un avversario che ha prodotto oltre venti tiri verso la sua porta, ha abbassato la saracinesca. Il suo colpo di reni sul colpo di testa ravvicinato di Djimsiti, a risultato già in bilico, è l’istantanea della sua rinascita. Un intervento che ha permesso alla Juventus di consolidare un rendimento difensivo che parla di un solo goal subito nelle ultime cinque partite di Serie A. L’esultanza rabbiosa al fischio finale e l’abbraccio di tutta la squadra sono il segnale di un periodo difficile ormai alle spalle. Da possibile partente, Di Gregorio si è ripreso i guantoni e ora punta a un finale di stagione da titolare.




