La Juventus ha una strategia chiara. Niente scommesse, ma giocatori pronti a vincere subito. La direzione condivisa da Comolli e Spalletti è quella di costruire un “instant team“, aggiungendo tre o quattro elementi di spessore a una rosa già competitiva per puntare allo scudetto. Il ritorno in Champions League è solo la base di partenza.
Højbjerg, il profilo ideale per il centrocampo
Serve un leader in mezzo al campo. Il nome in cima alla lista è quello di Pierre-Emile Højbjerg, centrocampista danese classe 1995 dell’Olympique Marsiglia. Giocatore con esperienza internazionale e un palmarès che include vittorie con il Bayern Monaco, rappresenta la sintesi di ciò che cerca la dirigenza bianconera. Il suo costo si aggira sui 15 milioni di euro, una cifra ritenuta accessibile per un calciatore capace di affiancare Locatelli e aggiungere personalità al reparto. Piste più costose, come quella che porta a Lobotka del Napoli, non vengono considerate praticabili.
Sogni e suggestioni tra porta e attacco
Spalletti ha anche altre richieste. Per la porta, il sogno porta il nome di Alisson Becker, portiere del Liverpool già allenato dal tecnico ai tempi della Roma. L’operazione è complessa. Il costo del cartellino e l’ingaggio da 6-7 milioni annui rappresentano ostacoli concreti, ma l’idea non è stata del tutto abbandonata. In attacco si valutano profili in grado di aggiungere creatività. Bernardo Silva del Manchester City è una suggestione, anche se la concorrenza del Barcellona complica i piani. Resta sullo sfondo l’opzione Kolo Muani, di rientro al PSG.
Il futuro in casa: spazio alla Next Gen
Il progetto non trascura i giovani. Parallelamente alla ricerca di giocatori affermati, la Juventus continua a monitorare la crescita dei talenti della Next Gen. Un nome da tenere d’occhio è quello di Licina, esterno offensivo che ha già trovato il gol in Serie C e che, come Yildiz, proviene dal vivaio del Bayern Monaco. Un percorso di crescita che il club intende valorizzare.




