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Debacle Milan, la Juventus passeggia a San Siro con un 6-1 storico

Il 6 aprile 1997 la Juventus di Lippi, pur priva di uomini chiave, travolge 6-1 un Milan in crisi. Una lezione di calcio che entra di diritto nella storia del campionato italiano.

San Siro si è trasformato in un teatro del silenzio. La Juventus di Marcello Lippi ha impartito una lezione di calcio al Milan, imponendosi con un 1-6 che non ammette repliche. Un risultato tennistico. La partita del 6 aprile 1997 ha messo a nudo la crisi rossonera e confermato la forza di una squadra in piena corsa per il titolo, nonostante le assenze. Il Parma, vittorioso sulla Sampdoria, resta in agguato.

Formazioni d’emergenza

Le premesse parlavano di equilibrio. Entrambe le squadre si presentavano con infermerie piene, suggerendo una sfida incerta e bloccata dalla paura. La Juventus era senza Montero, Torricelli, Deschamps, Conte, Del Piero e Padovano, un elenco che avrebbe indebolito chiunque. Ma non quella squadra. Il Milan di Sacchi, richiamato per salvare una stagione iniziata male con Tabarez, rispondeva con le assenze di Costacurta, Albertini, Weah, Davids e Ambrosini. In panchina anche Roberto Baggio. In campo, per i rossoneri, la coppia d’attacco era formata da Marco Simone e Dugarry.

Dominio a centrocampo

I primi quindici minuti sono stati di studio. Poi la Juventus ha preso il controllo totale delle operazioni, con una superiorità evidente nella zona nevralgica del campo. Nessuna speranza per il Diavolo. Il trio composto da Jugovic, Zidane e Tacchinardi ha dominato in lungo e in largo, conquistando metri e dettando i ritmi di gioco. Il Milan è apparso una squadra senza anima e senza idee, incapace di reagire alla pressione bianconera e destinata a subire un passivo umiliante. San Siro è rimasto ammutolito. La Signora ha continuato a spingere, trasformando la partita in un’esibizione di forza. Il finale è stato un supplizio per i colori rossoneri.