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Marco Simone, il rifiuto alla Juventus e il verdetto su Yildiz, David e Openda

Marco Simone svela il retroscena del 1989, quando preferì il Milan alla Juventus. Oggi l’ex attaccante analizza i talenti bianconeri: da Yildiz a David e Openda.

Marco Simone disse no alla Juventus. Era la primavera del 1989 e sul tavolo del giovane attaccante del Como c’erano due contratti identici, uno del Milan e uno dei bianconeri. “Decisione facile”, ha raccontato l’attuale presidente del Monaco United. La sua fede rossonera e l’inizio dell’era Berlusconi lo spinsero a scegliere Milano, dando il via a una carriera che lo ha visto spesso protagonista proprio contro la squadra che aveva rifiutato.

Cinque gol alla Juve e il parere su Spalletti

Quella scelta non gli ha impedito di togliersi diverse soddisfazioni contro i bianconeri, come raccontato a La Gazzetta. “È la squadra a cui ho segnato di più in Italia: cinque partite“, ha ricordato Simone, che vedeva nella Juventus “un punto di riferimento del calcio italiano” e una fonte di motivazioni extra. Un rapporto di rivalità che oggi si trasforma in analisi. Riguardo l’attuale guida tecnica, Luciano Spalletti, il giudizio è netto: “È un grande allenatore, dà identità alle squadre“. Un complimento che però si accompagna a una precisazione sul ruolo degli attaccanti, che secondo lui “devono anche avere luce propria”.

Yildiz, David e Openda sotto la lente

L’analisi di Simone si concentra poi sui talenti offensivi della Juventus. Per Kenan Yıldız, le parole sono di stima: “ha tutto per diventare un top“. Diverso il discorso per Jonathan David e Loïs Openda, entrambi approdati a Torino dopo esperienze prolifiche all’estero. Simone ha fatto notare come in Francia segnassero tanto, ma ha anche aggiunto un elemento di contesto: “In Italia il calcio è più tattico e lento“. Un’osservazione che fotografa la sfida di adattamento dei due centravanti nel campionato di Serie A. L’ex attaccante ha anche criticato la mentalità di chi, come Massimiliano Allegri in passato, pone il quarto posto come obiettivo. “Club come Milan e Juve non devono porsi limiti“, ha affermato.