Luciano Spalletti non vuole una difesa passiva. Il concetto è emerso con forza durante la sfida contro il Milan, quando le telecamere hanno catturato un rimprovero diretto a Lloyd Kelly. L’allenatore bianconero ha chiesto al suo difensore un atteggiamento diverso nella gestione del pallone, svelando un principio cardine della sua filosofia di gioco.
Più coraggio, meno passaggi orizzontali
Il richiamo a Kelly è stato netto. “Gioca, vai! Giochi con l’avversario a 20 metri, devi andare finché non ce l’hai a 5!”, ha urlato Spalletti dalla panchina. Un messaggio per tutta la squadra. Il tecnico non accetta una costruzione lenta e prevedibile quando gli avversari concedono campo. La sua richiesta è precisa: i difensori devono avere la personalità di avanzare palla al piede per creare superiorità numerica e forzare le scelte della difesa avversaria. Non è solo una questione di tecnica. È una richiesta di coraggio e di lettura del gioco, un passo che anche Bremer era stato invitato a compiere. L’obiettivo di Spalletti è trasformare il possesso da semplice controllo a strumento per provocare l’errore altrui, un’idea che la squadra dovrà assimilare per diventare protagonista. Il monito è chiaro: “Anche io posso giocare così! Tum, tum, tum!”.




