Spalletti alza la voce. La vittoria di misura ottenuta dalla Juventus al Via del Mare non soddisfa il tecnico, che ai microfoni di DAZN analizza senza sconti la prestazione dei suoi. Non è un “problemino“, ma un “problemone” quello che affligge la squadra. Una questione di mentalità che impedisce di chiudere le partite.
Il dominio che non porta al gol
La squadra domina per lunghi tratti. Poi, arrivano cali di concentrazione che Spalletti definisce “down di superficialità“. Il tecnico punta il dito sulla trequarti avversaria, dove le scelte diventano sistematicamente sbagliate. “Ci sono due scelte per andare a mettere uno davanti alla porta, e si fa la terza che è quella sbagliata“, ha spiegato l’allenatore. Manca la lucidità per liberare il compagno davanti al portiere, un limite che rischia di vanificare il controllo del gioco e di mettere a repentaglio i punti.
“Giocare per vincere, non per sperare”
Il nodo è l’approccio. “Dobbiamo giocare per vincere le partite, non per andare a sperare di vincere le partite“, ha insistito Spalletti. L’intenzione di segnare deve essere chiara fin dal calcio d’inizio. Invece, la squadra a volte sembra giocare solo per gestire il pallone. Il tecnico ha criticato la tendenza a tornare indietro fino al portiere Di Gregorio partendo da metà campo, invece di cercare la verticalizzazione. Bisogna entrare nell’area avversaria per creare occasioni. “Se non si va dentro le situazioni, non si sa quello che si può trovare“, è il monito finale di Spalletti.




