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Mancata Champions, la Juventus fa i conti: le strategie per coprire un buco da 70 milioni

La mancata qualificazione alla Champions League costa alla Juventus fino a 80 milioni. Il club deve ora rivedere le strategie di mercato, con un occhio di riguardo alla cessione dei big come Vlahovic.

Il sesto posto finale e la conseguente esclusione dalla Champions League presentano un conto salato alla Juventus. Il pareggio per 2-2 nel derby contro il Torino ha sancito la partecipazione alla prossima Europa League, ma soprattutto ha aperto un capitolo complesso per le finanze del club. Le stime indicano un mancato ricavo che oscilla tra i 60 e gli 80 milioni di euro, una cifra che trasforma le strategie di mercato da una lista di desideri a un’operazione di risanamento. Luciano Spalletti ha confermato la sua permanenza, ma dovrà guidare la squadra in una tempesta finanziaria.

Player trading e la regola del 70%

La differenza economica tra i proventi della Champions e quelli dell’Europa League dovrà essere colmata attraverso il player trading. La società si trova di fronte alla necessità di incrementare le plusvalenze, con l’obiettivo di avvicinarsi a quota 100 milioni di euro nella stagione 2026/27, un netto aumento rispetto alla media recente di circa 60 milioni. A complicare il quadro interviene la squad cost rule della UEFA, che impone un rapporto massimo del 70% tra il costo della rosa (stipendi e ammortamenti) e i ricavi totali. Con entrate inferiori, il controllo dei costi diventa ancora più rigido, obbligando la dirigenza a scelte difficili per rientrare nei parametri.

Il nodo Vlahovic: rinnovo o cessione

In questo scenario, il nome di Dusan Vlahovic diventa centrale. L’attaccante serbo ha un contratto in scadenza il 30 giugno 2026 e un ingaggio lordo che, secondo le stime di Capology, raggiungerà i 22,22 milioni di euro nella stagione 2025/26. Il suo dossier non è più rimandabile. Le opzioni sul tavolo sono tre: un rinnovo a cifre inferiori, una cessione durante la prossima finestra di mercato per monetizzare il suo valore, oppure il rischio di perderlo a parametro zero.

Spalletti resta, ma la sfida è complessa

Luciano Spalletti ha scelto di non abbandonare la nave e di partecipare attivamente alla costruzione della nuova Juventus. Il tecnico si trova però a gestire una contraddizione evidente: l’ambizione di tornare a competere ai massimi livelli si scontra con una realtà economica che impone sacrifici. Il mercato estivo non sarà normale, ma si svolgerà sotto la pressione di dover generare plusvalenze e alleggerire il monte ingaggi. La dirigenza bianconera è chiamata a rispondere a una domanda fondamentale per il futuro del club: chi è davvero indispensabile e chi, invece, è solo un costo da tagliare?