Nessuna rivoluzione alla Continassa. Nonostante il piazzamento in Europa League e le evidenti divergenze tra Luciano Spalletti e Damien Comolli, la linea imposta da John Elkann è quella della continuità. Una scelta strategica per porre fine a un ciclo di sei anni di instabilità, con nove allenatori e sei responsabili dell’area sportiva. Il cessate il fuoco tra tecnico e dirigente è dunque ordinato dall’alto.
Le divergenze tra campo e scrivania
Il rapporto tra l’allenatore e il dirigente francese non è mai decollato, fino al gelo sceso tra i due a gennaio. Le visioni sulla costruzione della squadra si sono rivelate inconciliabili. Spalletti, forte del rinnovo firmato ad aprile, aveva chiesto per il mercato di riparazione un centravanti di peso, un finalizzatore d’area. Ha invece ricevuto Jérémie Boga, un profilo con caratteristiche diverse. Alla base dello scontro c’è anche una differenza di metodo: l’allenatore predilige l’osservazione diretta e l’esperienza, mentre Comolli basa il suo reclutamento su dati e algoritmi, un approccio che non convince l’ex commissario tecnico.
Una seconda chance per il direttore
La decisione di proseguire insieme non è solo di natura economica. Elkann vuole interrompere la serie di cambiamenti che non ha portato risultati. Se a Spalletti, subentrato a stagione in corso, vengono attribuite responsabilità limitate, il bilancio di Comolli è più critico. Gli onerosi investimenti per Jonathan David e Loïs Openda non hanno ripagato sul campo.




