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Juventus, un valzer di poltrone senza sosta: Carnevali è il quarto AD in tre anni

La Juventus non trova pace. Con l’addio di Comolli e l’arrivo di Carnevali, sale a quattro il numero di amministratori delegati in poco più di tre anni. Un’instabilità che si riflette anche in panchina.

Quattro amministratori delegati in 1.291 giorni. È questo il dato che fotografa l’incessante trasformazione della Juventus, un club alla perenne ricerca di un equilibrio dirigenziale da quando, nel novembre 2022, si è chiusa l’era di Andrea Agnelli. L’ultimo capitolo di questa saga vede l’uscita di scena di Damien Comolli e l’imminente ingresso di Giovanni Carnevali, chiamato a invertire una rotta segnata da continui cambiamenti.

Un esodo che non riguarda solo i vertici

L’instabilità non si è limitata alla poltrona di amministratore delegato, passata di mano in mano da Maurizio Arrivabene a Maurizio Scanavino, fino a Comolli e ora Carnevali. Negli ultimi anni, la società ha salutato anche figure chiave che hanno segnato un’epoca: da Pavel Nedved a Federico Cherubini, passando per responsabili dell’area tecnica come Giovanni Manna, Matteo Tognozzi, Francesco Calvo e Cristiano Giuntoli, l’organigramma bianconero è stato oggetto di una profonda ristrutturazione. L’addio di Comolli, arrivato dopo una sola stagione ritenuta insoddisfacente, si inserisce in questo quadro di progetti iniziati ma mai pienamente consolidati.

Dalla dirigenza al campo: l’impatto sulla guida tecnica

Questa turbolenza ai piani alti ha avuto inevitabili ripercussioni anche sul versante tecnico. La panchina della Juventus è diventata a sua volta un luogo di passaggio: dopo la fine del ciclo di Massimiliano Allegri, si sono succeduti Thiago Motta e Igor Tudor, prima di affidare la guida a Luciano Spalletti. Un continuo cambio che non ha favorito la costruzione di un progetto a lungo termine. Il bilancio di questo periodo di transizione è magro, con la sola Coppa Italia vinta nel 2024 a rappresentare un successo concreto in bacheca. La sfida di Carnevali, dunque, è doppia: non solo riportare stabilità ai piani alti, ma anche creare le condizioni perché la guida tecnica possa finalmente costruire un progetto vincente e duraturo.