“Ho visto miei colleghi perdere tutto”. L’allarme arriva da Giorgio Chiellini, che nel corso di un’intervista al podcast Smash & Cash ha analizzato il delicato rapporto tra calciatori e gestione finanziaria. L’ex capitano della Juventus, oggi dirigente del club, ha offerto una riflessione sulla sua esperienza personale, partendo dai rischi corsi da molti nel mondo del calcio a causa di una cattiva pianificazione.
La pianificazione come antidoto al fallimento
La causa principale delle rovine finanziarie non è lo sperpero, ma l’assenza di una strategia. Chiellini ha spiegato di aver iniziato a programmare il suo futuro molto presto. “Poco dopo i 20 anni, quando sono arrivato a Torino ho iniziato a comprare immobili, fare investimenti e a programmare la fine della carriera”. Un approccio metodico che lo ha portato a definire un piano decennale prima ancora di compiere 25 anni, con l’obiettivo di chiudere l’attività agonistica senza debiti. Fondamentale è stato il supporto trovato nel club: “Tramite i servizi messi a disposizione dalla Juventus ho conosciuto il mio consulente e da lì è nato un rapporto di fiducia”. Un rapporto basato sulla comprensione della logica dietro ogni scelta, dove il denaro, se fosse una persona, sarebbe “una persona di fiducia”.
Denaro, libertà e il valore del tempo
Per l’ex difensore, il denaro non è un fine, ma uno strumento. “Il denaro è libertà, anche di poter dire ciò che pensi senza paura”, ha affermato, aggiungendo che comporta anche una grande responsabilità. Non significa vivere senza limiti o rispetto. Se il denaro è un mezzo per soddisfare le necessità, la vera ricchezza risiede altrove. “Cos’è la ricchezza? Il tempo. È la ricchezza più grande”, ha dichiarato Chiellini.
Il prezzo della fama: il confronto con Ronaldo
La riflessione si è poi spostata sul costo della celebrità, prendendo come esempio Cristiano Ronaldo. Chiellini comprende la posizione di chi, come il portoghese, rinuncerebbe a parte dei guadagni per una maggiore privacy. “Lui è stato a un livello nettamente più alto. Io vivo una vita normale, passeggio in centro. Lui non riuscirebbe a farla”. Un divario netto che si manifesta nella quotidianità. “Io vado al supermercato a prendere il caffè, al ristorante, a portare a danza le bambine”.




