Sara Gama ha raccontato la sua nuova vita lontano dal campo in un’intervista a ‘Il Corriere dello Sport’. L’ex calciatrice, che ha vestito le maglie di Juventus, Brescia e Paris Saint-Germain, ha parlato del suo addio al calcio giocato e dei suoi progetti futuri, che la vedono impegnata in un ruolo dirigenziale e nella politica sportiva. La sua routine è cambiata, ma non si è fermata. “Ora sono molto indaffarata e ferma non sono affatto”, ha spiegato. “Ho altri ruoli, incarichi e non smetto di formarmi. È nuova vita, nuova routine, sempre in viaggio”.
Un addio ponderato e senza pressioni
La decisione di appendere gli scarpini al chiodo è stata una scelta meditata. Del calcio giocato le mancano le relazioni umane, non le tensioni della competizione. “Mi mancano le compagne, ma non mi mancano affatto le pressioni”, ha ammesso Gama. Il suo percorso si è concluso con un bilancio positivo, soprattutto per quanto riguarda l’ultima stagione in bianconero. “La mia scelta di smettere è stata ponderata. L’ultimo anno è stato molto bello per i risultati con la Juventus, nonostante l’infortunio”.
Futuro da dirigente, non in panchina
Per il suo futuro, Sara Gama ha le idee chiare e un percorso già delineato, lontano dalla panchina. “Allenare? Non ci penso. Questo non vuol dire che non possa accadere”, ha precisato, notando come molte sue ex compagne stiano già seguendo quella strada. La sua vocazione è un’altra. “Preferisco la parte dirigenziale e la politica sportiva. Da sempre mi occupo dello sviluppo del calcio femminile, ho un master in management sportivo”. Un impegno che porta avanti attivamente. “Ho tanti progetti portati avanti con l’AIC e con la Federazione. Questo è il mio campo e qui voglio migliorare”.




